Capitolo 29

In questa giornata di sole, stavo passeggiando per i giardini di palazzo, godendomi i loro colori e il sole che accarezza le piante. Girando per i vari prati senza dovermi più preoccupare della possibilità che possa sentirmi male da un momento all’altro, mi veniva naturale sorridere… no, ridere. Mentre ridevo per la vita che mi era stata restituita, coglievo alcuni fiori per tornare a fare qualcosa che non facevo da moltissimo tempo: una corona di fiori. Una semplice voglia che improvvisamente mi è venuta vedendoli tutti intorno a me.

“Vostra altezza, sarebbe meglio se vi riposaste ancora per qualche giorno.”

“Suvvia Rodina. Sono stata per 10 anni a letto a riposarmi. Almeno su questo puoi chiudere un’occhio.”

“Ma sua maestà vostro padre…”

“Al momento non è qui. Non preoccuparti.”

“Certo che mi preoccupo! Chi credete che debba sorbirsi la ramanzina dopo?”

“Fufufu.”

“Non c’è niente di divertente.”

Mentre Rodina, la mia cameriera personale mi sgridava per come stavo conducendo la mia giornata, io continuai a muovere le mie mani intenta a completare la corona.

Improvvisamente, sentii dei passi avvicinarsi velocemente e incuriosita mi girai in quella direzione. Un bambino di sei anni si avvicinava a gran velocità e riconoscendolo posai i fiori che tenevo in mano e mi accucciai con le braccia protese verso di lui.

“Zia Bassilla!” urlò il bambino saltandomi in grembo

“Acrisio!” “Sua altezza!” esclamammo insieme io e Rodina

Con i capelli blu tipici della nostra famiglia, gli occhi di un marrone chiaro come quelli di sua madre, due guancette arrossate paffute ed un volto tondo. Acrisio è mio nipote, nonché il primogenito di mio fratello, nato dal suo matrimonio con la figlia del duca Macrance, Laila Macrance, mia sorella acquisita. È un birbante, ma gentile ed il suo ritmo di crescita è sempre stato sorprendente al punto da essere definito un genio

“Acrisio… cosa ci fai qui da solo? Dov’è la mamma?”

“Volevo rivederti zia!” rispose sorridendo “La mamma è a palazzo ma non so dove.”

“Fufu. Capisco.” dissi accarezzandogli la testa “Forza. Fammi vedere quanto sei cresciuto.” terminai allontanandolo da me.

Riuscivo a vederlo raramente a causa della… maledizione. Ma ogni volta che potevo vederlo, cresceva sempre di più e in qualche modo, si era molto affezionato a me. Ho sentito dire da Rodina che ogni volta che veniva a palazzo, la prima persona che voleva salutare ero io. Molti dicono che abbia una cotta per me dal momento che ha persino affermato che mi avrebbe guarita e protetta.

“Guardati quanto sei cresciuto. L’ultima volta che ti ho visto eri alto così.” dissi portando la mia mano ad altezza della sua spalla.

“Già.” affermò sorridente

“Vedo che vi ha trovata prima di me, vostra altezza.”

Spostando lo sguardo verso l’origine di quella voce, vidi una donna nella prima metà dei vent’anni avvicinarsi a noi. Indossa un’abito verde lungo ed elegante e tiene in mano un ventaglio. Potrebbe essere definita una bella donna, con un seno ben proporzionato col corpo, capelli neri e occhi marrone chiaro ed una carnagione olivastra.

“Laila! Da quanto tempo!” risposi alzandomi

“Vostra altezza, non dovreste rivolgervi a me in questa maniera, lo sapete”

“Suvvia Laila, non siamo ad un evento mondano. Almeno oggi lascia correre.”

“*Sigh* Come desiderate.” sospirò per poi guardarmi sorridente “Felice di vedere che ti sei ripresa.”

“Grazie.”

Laila è stata spesso ospite a palazzo sin dalla tenera età e spesso giocavamo insieme. L’ho sempre rispettata e l’ho sempre ritenuta un membro della famiglia. Infatti è grazie a questa lunga relazione che è stato ufficializzato il fidanzamento con mio fratello e si può ammettere con orgoglio che il loro è uno dei pochi matrimoni politici che sono sfociati in amore sincero. Dopotutto, il matrimonio per i nobili non è altro che un’affare per ottenere prestigio e potere.

Comunque, c’è anche da dire che è la sposa adatta per mio fratello in quanto compensa pienamente le sue carenze. I Macrance hanno sempre generato eccellenti guerrieri e condottieri. Mentre mio fratello è un’abile politico, Laila venne riconosciuta come una talentuosa condottiera che comunque mantenne la sua femminilità. Cosa che di solito viene persa a causa del pesante regime d’addestramento previsto per chi intraprende la carriera militare.

D’improvviso, mi sentii tirare la mano. Vedendo Acrisio gli diedi la mia attenzione

“Andiamo a vedere i Cavalieri allenarsi?”

“Huh? Ma non saremmo un disturbo per loro?”

“Me lo avevi promesso zia!”

In effetti è vero.

In una di quelle poche occasioni in cui riuscivo ad ottenere un minimo di lucidità e Acrisio veniva a trovarmi, lui continuava a vantarsi di quanto sarebbe diventato forte fino a diventare il mio cavaliere. Dopotutto, buon sangue non mente dal momento che ha ereditato principalmente il talento bellico dei Macrance. Una volta, gli ho promesso che l’avrei accompagnato a vedere i cavalieri allenarsi quando sarei guarita completamente.

“Forza, non essere scortese con sua altezza.” lo sgridò Laila

“Ma, madre! Zia Bassilla me lo ha promesso!”

“E una promessa va mantenuta vero?” gli domandai sorridendo “D’accordo, andiamo.”

“Evviva!” esultò Acrisio

“*Sigh* Non dovresti viziarlo così tanto.”

“Suvvia. Alla fin fine è anche un’occasione per cambiare scenario.” Dopotutto, o ero a letto o in questo giardino.

Mentre ci dirigevamo al campo di allenamento dei cavalieri, chiesi a Rodina di raccogliere la corona non finita, i fiori e portarli in camera così che potessi continuare il lavoro più tardi. Nel mentre, Acrisio correva sempre davanti a noi, con il volto tinto di eccitazione ed impazienza.

Anche se non eravamo attesi, vedendoci, i cavalieri si fermarono per porci i loro omaggi e rimasero tanto sorpresi quanto felici quando dicemmo loro che volevamo assistere al loro allenamento mattutino. Si diedero davvero da fare. Era come se in quell’allenamento stessero mettendo in palio le loro vite. Ora, non so com’è di solito un loro allenamento tipico, ma sembra che sia molto duro.

Durante una pausa, i cavalieri fecero alcuni gruppi e ne approfittai per scambiare due parole con loro e allo stesso tempo ringraziarli per la loro dedizione. Ogni volta che lo facevo, i loro volti si illuminavano e alcuni arrossirono… Che avessero caldo? Ad ogni modo, ogni volta che succedeva, Acrisio sembrava indispettirsi e cercava di trascinarmi da qualche altre parte.

Non molto tempo dopo quei vari scambi, decidemmo di tornare a palazzo dove si trovano i miei familiari per poter successivamente andare a pranzare tutti insieme. Chiedendo dove si trovassero, mi dissero che mio padre e mio fratello erano nella sala del trono insieme all’arcivescovo, all’eroe e alle sue mogli.

Durante il tragitto per la sala del trono, Laila fece un’affermazione che mi prese completamente alla sprovvista

“Davvero… anche i bambini non fanno altro che innamorarsi di te.”

“C-cosa vai a dire tutto d’un tratto?!”

“Non puoi non averlo notato.” disse Laila puntando lo sguardo per un’istante verso suo figlio “Quel bambino ha una cotta per te.”

“Ah…. ahaha!” risi imbarazzata

“*Sigh* Come ci si aspetta dal Glicine di cristallo.”

“Ti prego, non chiamarmi con quello strano soprannome! E poi cosa vorresti insinuare?”

“Andiamo. Ogni volta che un ragazzo ha posato lo sguardo su di te, è finita che ha chiesto al padre di combinare un matrimonio con te. Ma che fai agli uomini?”

“Assolutamente niente! Non ho mai fatto niente di particolare… credo”

“E quell’esitazione da dove proviene?” chiese sorpresa “Anche buona parte dei cavalieri di prima avevano occhi solo che per te.”

“Li stavo semplicemente ringraziando del loro duro lavoro.”

“Su quello non ho dubbi… beh, non che possa fartene una tragedia. Dopotutto, non ti sei mai innamorata in vita tua” disse con un tono che sembrava esausto

“Innamorata… huh?”

mi venne un po’ di tristezza quando Laila fece quell’affermazione. Dopotutto, gli unici uomini che ho mai visto in tutta la mia vita, sono stati mio padre e mio fratello. Mentre l’uomo che ho visto in sogno… per quanto reale, allo stesso tempo non lo sembrava. Gli sono grata per quel che ha fatto per me, ma è davvero una persona vera?

Sin da quando mi sono svegliata, completamente guarita dal mio malessere, mi sono continuata a chiedere se quello fosse davvero soltanto un sogno. Io non conosco alcuna persona del genere… e le sue affermazioni, anche su quello di ciò che non esiste in questo mondo… chi era? Ogni volta, sentivo la mia curiosità aumentare e allo stesso tempo… eccitazione. Come se davvero desiderassi incontrarlo di nuovo.

“Non so cosa si prova quando si è innamorati… tu cosa provi per mio fratello?”

“Co?! E-ecco… diciamo che…” cominciò arrossendo leggermente “Come posso spiegarlo… mi sento come se volessi stare sempre con lui… che penso solo a lui… è complicato da spiegare. È qualcosa che si sente.”

“Non è molto d’aiuto.”

“Cosa vuoi che ti aspetti da me?! Guarda che è un po’ imbarazzante!” affermò distogliendo lo sguardo rossa in volto.

Nonostante trovassi divertente la sua reazione, alla fine siamo giunte di fronte alla sala del trono e notando il nostro arrivo, le guardie ci salutarono.

“Vorremmo entra-”

KABANG!

Quel suono sordo provenne da oltre le porte. In preda alla preoccupazione, le guardie spalancarono la porta e quel che si presentò di fronte a noi, fu una scena irreale.

*****

Ero in camera mia a prepararmi per uscire a cena con i miei familiari. Dopotutto, eravamo stati invitati a cena da mio zio il Re e non potevamo di certo rifiutare. Per l’occasione indossavo un’abito da sera formale ma caldo, di un blu scuro… lo stesso colore dei suoi capelli.

Arrivati a palazzo, venimmo accolti dalla servitù e condotti alla sala da pranzo. Al suo interno, c’erano mio zio, mia zia e i miei cugini in attesa.

“Ben arrivata Enania sorella mia.” salutò mio zio notando il nostro arrivo

“Vostra maestà, la ringraziamo per il vostro invito a cena.” contraccambiò mia madre facendo un’inchino

“Umu. Felice di vedere che ti sei ripresa completamente Arryn.”

“Mi perdoni se l’ho fatta preoccupare vostra maestà.”

“Beh, l’importante è che tu stia meglio, non è vero Ehrendil?”

“È proprio come dite, padre.” cominciò il principe per poi rivolgersi a me “Felice di rivederla lady Lianelis.”

Ehrendil Trismyar Leomyar u’Yedal, mio cugino secondo sulla linea di successione… e mio fiancé. Alla fine non è chissà quale sorpresa. I matrimoni politici sono cosa comune tra la nobiltà e tenendo conto del nostro legame di sangue, in un certo senso questo matrimonio serve anche a mantenere una linea di sangue pura all’interno della famiglia reale. Io ero pronta sin da quando ho compreso come funziona il mondo che era una cosa che dovevo fare, ma Ehrendil era contrario anche se davanti ai nostri genitori non lo dava a vedere. Beh, dato il suo aspetto ed il suo status avrebbe potuto trovare moglie facilmente: è un’elfo molto bello per gli standard della nostra razza, con capelli biondo platino corti raccolti in una coda di cavallo, occhi verdi, un volto dai lineamenti delicati e morbidi e con una fisionomia che potrebbe essere facilmente scambiato per una ragazza.

Mi vergogno ammetterlo, ma lui è stato il mio primo amore e anche quando mi sono infatuata dell’Eroe, lui rimaneva sempre al primo posto nei miei pensieri. Ma da quando ho conosciuto Graeval, non mi causa più quell’effetto. Non dico che non sia un buon partito: è intelligente e carismatico, è sempre stato gentile e comprensivo con me e mi trattava con molta cura nonostante fosse palesemente contrario al nostro fidanzamento.

“Vostra Maestà, è appena arrivato il Conte Torkian con sua figlia.”

“Oh! Sono arrivati in orario. Fateli entrare.”

Di certo, questa è una sorpresa per me. La casata Torkian da sempre ha avuto un’enorme influenza all’interno della corte reale e molti dei suoi membri hanno servito la famiglia reale in ruoli burocratici o come ambasciatori. Secondo alcune voci per via della loro dedizione, il Re di due generazioni fa aveva intenzione di promuoverli al rango di marchesi, ma il capofamiglia di allora ha rifiutato affermando che servire il regno era già una ricompensa sufficiente.

L’attuale Conte Folmer Torkian, è rimasto vedovo da poco e ora la sua famiglia comprende il figlio Ettrian Torkian e la figlia maggiore Dessielle Torkian

“Vostra altezza Leomyar! Che piacere rivederla!”

…ovvero lei. Con capelli verde smeraldo, occhi gialli ed un volto aggraziato e delicato, è una ragazza molto carina e nonostante mantenga un minimo di etichetta, trasuda un’aura che definirei… innocente probabilmente.

“Felice di vederla lady Dessielle.” salutò con un tono affettuoso

……L’ha appena chiamata per nome?

“Vostra altezza, quante volte devo dirvi che non c’è bisogno di tutta questa formalità.”

“Tempo e luogo…… Dessy.” concluse parlando a bassa voce

“Capisco~” affermò sorridente

Questo scambio mi fece rabbrividire. Erano troppo amichevoli.

Dopo i vari convenevoli, ci sedemmo tutti ai nostri posti ed io ero di fronte ad Ehrendil, mentre lady Torkian era seduta alla sua destra, entrambi chiacchieravano allegramente. Durante tutta la cena, potevo percepire una bell’atmosfera tra loro due… simile a quella che si crea normalmente tra Graeval e Lilith quando si perdono nel loro mondo. Essendo la sua attuale fiancé forse avrei dovuto essere gelosa. Voglio dire, non potevo certo sorvolare su quell’atto ma non potevo nemmeno condannarlo perché questa cosa che provavo era solo… un’intuizione. Oltretutto, ne il Re ne gli altri miei parenti avevano intenzione di intromettersi tra loro due quindi, con molta probabilità, non credevano stessero facendo qualcosa di strano.

Uh… perché non sono gelosa? Non v’è l’ho detto prima? Da quando ho conosciuto Graeval… non riesco a fare a meno che pensare a lui. E il tutto sapendo che è sposato e follemente innamorato di sua moglie. Forse non dovrei desiderare l’uomo di qualcun’altra ma anche se la poligamia è permessa… mi sento in colpa nel profondo.

“Vostra Maestà, non so davvero come ringraziarla per l’invito. Quando ho visto lady Lianelis, credevo mi fossi intromesso nella vostra riunione.”

“Oh, non si preoccupi lord Torkian, dopotutto è anche grazie a voi che sono riuscito a riunirmi a mia nipote.”

“Voi mi onorate.”

La famiglia Torkian è molto influente anche per un’altro motivo: sin dall’antichità, la casata è stata responsabile delle relazioni diplomatiche con il Regno Thirus e un membro della loro famiglia è permanente all’ambasciata del nostro regno che si trova nella capitale Cuding. Non a caso, lui è stato il primo elfo che ho visto quando sono andata alla capitale con le mogli dell’Eroe.

“Non siate così umile.” s’intromise mio padre “Dopotutto, il vostro lavoro a Cuding ha permesso che l’alleanza tra i due regni non degenerasse troppo in fretta e avete ospitato mia figlia nella vostra dimora fino al nostro arrivo. Come ci si aspetta dal capofamiglia della vostra casata.”

“No, davvero lord Lianelis. Ho fatto solo il mio dovere.” affermò Torkian facendo un piccolo cenno col capo

“A proposito, ora che ci penso siete appena tornato. Porta qualche novità?”

“A dire il vero sì.”

“Oh e quali?” cominciò sua maestà iniziando a sorseggiare il vino

“Un po’ di tempo fa ha cominciato a girare la voce per le strade di Cuding. Sembra che sua altezza Bassilla Calsay Belmont sia guarita dalla sua malattia”

“—! *Cough Cough* Davvero?!”

“Ho potuto confermarlo di persona signore. Sua Maestà Edward Calsay Belmont mi aveva invitato a palazzo per darmi questa lettera da consegnarle e ho avuto occasione di incontrarla.” affermò porgendo una lettera al Re “Dire che era piena di vita è un’eufemismo signore.”

Quella notizia aveva già sorpreso mio zio facendogli addirittura andare di traverso il vino che stava sorseggiando e nonostante lo sguardo preoccupato dei servi, prese la lettera offerta da lord Torkian rimanendo ancora più sorpreso.

“Lady Bassilla si è ripresa?” domandai anche io sorpresa

“Cosa, cosa? Parlate del famoso “Glicine di Cristallo” di Thirus?!” domandò interessata lady Torkian

Non sembra, ma lady Bassilla Calsay Belmont è molto famosa anche a Yedal. La malattia che l’affliggeva era stata sottoposta anche a molti medici elfici che nonostante la loro incredibile affinità magica e soprattutto spiritica, tipica della nostra razza, non erano riusciti a trovare una soluzione. Nemmeno il medico di corte o meglio mia zia Shael Qilana Leomyar u’Yedal, famosa in tutto il continente per essere la maga spiritica guaritrice più potente del regno era riuscita nell’impresa. Il fatto che siano riusciti a curarla, è una notizia molto importante.

“Il Re di Thirus era talmente euforico che ha organizzato un banchetto solo per festeggiare la sua pronta guarigione.”

“Vedo. Infatti nella lettera c’è anche un’invito anche per lei, lord Torkian.”

“In origine…” cominciò sospirando “Volevano invitare la famiglia reale, ma tenendo a mente gli impegni a cui dovete adempiere, hanno ritirato l’invito.”

A quell’affermazione mio zio sospirò.

Anche se è vero che la guarigione di un membro della famiglia reale è un’avvenimento importante, non è così eclatante da poter disturbare un regnante, anche se di una nazione alleata, ad uscire dalla capitale.

“Però sembra che possiate portare con voi un’altra persona.”

“Vero, ma dato che mio figlio non è disponibile a causa degli studi pensavo di portare mia figlia ma… anche lei ha degli impegni accademici qui alla capitale.”

Beh… alla fin fine ha la mia età… quando i nobili elfici raggiungono una certa età, vengono inseriti nell’accademia reale dove, in base alla famiglia di appartenenza, vengono collocati in una delle tre classi specializzate. Lo stesso è per me ed Ehrendil. Ora che mi sono ripresa, devo tornare in accademia e concludere i miei studi.

“Allora non vi dispiacerà se vi accompagno io.” affermò mia zia

“Vostra Maestà la regina?!” domandò sorpreso lord Torkian

Quell’affermazione aveva lasciati spiazzati tutti i presenti tranne mio zio che sospirò nuovamente.

“Non ho alcun impegno reale particolarmente importante da seguire. Inoltre ci sarà anche la persona che l’ha guarita no? Sono proprio curiosa di sapere chi è. Dopotutto, mi sento leggermente ferita nell’orgoglio.”

Come ho detto prima mia zia Shael è una delle migliori guaritrici del continente e il fatto che uno sconosciuto sia riuscito in un’impresa che nemmeno lei è stata in grado di risolvere… non è certo che sia una cosa su cui lei possa sorvolare.

“Sul fautore non so dirle niente. Ma secondo una voce di corridoio in cui sono incappato, sembra che una persona con una maschera di ferro sia entrata nella camera di sua altezza nel momento peggiore di una crisi.”

“Una maschera di ferro…… hm?” ripetè pensierosa mia zia per poi notarmi “Qualcosa non va Arryn?”

“Huh? Perché me lo chiede Vostra Maestà?”

“Perché… sei rossa e soprattutto…… stai sorridendo.”

Mi era venuto istintivo pensare a Graeval quando lord Torkian ha nominato la maschera di ferro. Dopotutto, è l’unico che se ne va in giro con il volto nascosto in quella maniera a rendere possibile ciò che è ritenuto impossibile. Non va bene, non va bene… le mie emozioni stanno fuoriuscendo.

The Guardian Chef

The Guardian Chef

Stato: In corso Tipo: Autore: Rilascio: 2022
In un mondo di spade e magia, Graeval è figlio di umili contadini, una persona qualunque con un talento particolare per la cucina. I suoi compaesani lo conoscono per i suoi piatti deliziosi, per essere l'amico d'infanzia della Santa eletta dalla Dea Aphy e per essere sposato con una donna bellissima. Ma è davvero tutto qui? Certo che no. Altrimenti perché racconteremo la sua storia? Egli non è un ragazzo qualunque. La sua natura fredda, realista e calcolatrice era da sempre fin troppo matura per qualcuno della sua età. Ma illuso segreto è tanto immenso... quanto il potenziale della sua mente.
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