La Lifless Vault. Questo è il nome che è stato dato alla tomba che si trova all’esterno della palizzata della cittadina di Ila Serine. Questa antica tomba nobiliare è da sempre considerata la rovina più importante all’interno del Regno di Yedal dal momento che è l’unica testimonianza della civiltà che anticamente governava queste terre. Gli affreschi che adornano quella tomba sono un tesoro storico in quanto rappresentano scene di vita quotidiana come anche quelli che sembrano riti di vario genere. A causa dell’insediamento di goblin, molti di questi affreschi sono stati deturpati e vandalizzati, ma si nutrono ancora moltissime speranze dal momento che la Lifless Vault non è ancora completamente esplorata. Secondo molti, le profondità della tomba sono ancora immacolate in quanto molti esploratori sono incappati in trappole ancora attive, alcuni hanno anche perso la vita. Fatto sta, che tutti si chiedono quali tesori si nascondino oltre quei piani inesplorati…

*****

“…con questo si conclude l’introduzione della tomba che domani visiteremo. Per il resto del giorno siete liberi di fare quello che volete.”

“““““Grazie per la lezione!””””” rispondemmo in coro

Durante la mattina del giorno successivo al nostro arrivo, ci venne illustrata la storia e soprattutto l’importanza della Lifless Vault. Anche se qualcuno aveva la propria attenzione palesemente rivolta verso altre cose, la maggior parte di noi ascoltò la lezione.

La nostra gita scolastica di 5 giorni prevedeva: arrivo e preparazione nel primo giorno, il secondo giorno una lezione generale sulla Lifless Vault, mentre il terzo ed il quarto girono sarebbero stati dedicati alla visita della tomba.

“*Yawm* Finalmente è finita.” affermò Ishgat sbadigliando

“Fufufu. Non è portata per lo studio vero?”

“Non sono portata a stare seduta per troppo tempo a non fare niente.” affermò “E se devo essere sincera, non trovo niente d’interessante nel visitare una tomba.”

“Oh cielo.” esclamò divertita Bassilla

“Fufu.” ridacchiai divertita a quello scambio “Cos’avete intenzione di fare questo pomeriggio?”

“Io speravo di farmi una dormita.” affermò Ishgat sbadigliando di nuovo

“Così che poi rimarrà sveglia tutta notte?” domandò sarcasticamente Bassilla “Speravo potessi accompagnarmi in città per cercare qualche souvenir.”

“Ugh. È così che scarichi lo stress?”

“A cosa ti riferisci?”

“Al fatto che vostro padre non vi ha ancora risposto sulla questione di Graeval.”

Quando ieri siamo entrate in camera, la prima cosa che Bassilla ha fatto è stato scrivere a suo padre usando il Diario del Viaggiatore, ma è naturale che non abbia ancora ricevuto risposta. Magari, sua Maestà ne è venuto a conoscenza nello stesso momento in cui Bassilla gli ha scritto. Se tutto andrà bene, ci vorranno un altro paio di giorni per avere notizie. Ma per quanto cerchi di nasconderlo, Bassilla è palesemente preoccupata e ieri notte ha anche dormito poco. Beh, non che io sia da meno.

“Arryn? Ci sei?”

“Huh?!” esclamai ritornando alla realtà “Chiedo scusa ero sovrappensiero. Cosa dicevi?”

“Volevo solo sapere se ti andava di unirti a noi questo pomeriggio…”

“Certo. Molto volentie-”

“Arryn!”

Quando mi girai, vidi Ehrendil avvicinarsi al nostro gruppetto. Era da solo.

“Vostra Altezza.” lo salutai facendo un inchino “Come posso esserle utile?”

Notai che la sua espressione si era leggermente rattristata. Purtroppo non riesco più a rivolgermi a lui in maniera informale come una volta e questo, sembra che lo rattristi nel profondo.

“*Sigh*… Volevo sapere se avevi impegni per questo pomeriggio.”

“Oh! Come mai lo vuole sapere?” chiesi sorpresa

“Beh, volevo invitarti a fare un giro per la città…” cominciò per poi posare per un’istante gli occhi su Bassilla ed Ishgat “da soli se possibile”

In altre parole, mi stai invitando ad un appuntamento… sono sorpresa. Fino ad ora non aveva mai avuto un’iniziativa del genere. Abbiamo avuto qualche momento quando sono tornata in cui siamo rimasti insieme, ma mai noi da soli visto che era spesso accompagnato da lord Filverel, o si aggiungevano altre persone che avevano da discutere di alcuni affari con me o Ehrendil, infine c’era anche Dessielle che riusciva in qualche modo a trovarci sempre. Tuttavia… questa è la prima volta che m’invita ad un appuntamento di sua iniziativa.

Mi voltai guardando Bassilla ed Ishgat con un’espressione turbata.

Questa era una possibilità per capire se valeva la pena dargli un’altra possibilità nonostante tutto, ma non potevo rimangiarmi la mia affermazione di unirmi a Ishgat e Bassilla per fare shopping…non sarebbe stato molto educato.

“Purtroppo, ho già accettato l’invito-”

“Non preoccuparti e vai pure.” affermò Bassilla interrompendomi “Credo sia giusto che tu passi un po’ di tempo da sola col tuo fiancé. Buon appuntamento~”

Non mi diede il tempo di risponderle, che Bassilla si diresse verso l’uscita della sala seguita da Ishgat. Quando mi rivolsi nuovamente verso Ehrendil, notai che la sua espressione era grata e allo stesso tempo il suo volto era leggermente rosso, probabilmente per quello che ha detto Bassilla.

“*Sigh*” sospirai “Accetto il vostro invito con gratitudine.”

*****

Da sempre, agli studenti è concessa una certa libertà di esplorazione quando si tratta di gite didattiche. Alla fin fine, il vero obbiettivo di questi viaggi non era solo quello di far conoscere agli studenti le meraviglie storiche, artistiche ed architettoniche della meta, ma per permettere anche ai giovani nobili di comprendere come fosse la vita nelle città minori e rurali che hanno uno stile di vita diverso rispetto a quello delle grandi città a cui sono abituati, nella speranza che possano comprendere e cercare di migliorare anche la vita delle persone del loro territorio quando erediteranno il loro titolo. Sfortunatamente, sono pochi gli studenti che comprendono il vero scopo di queste gite. Dopotutto, gli studenti vedono queste occasioni di libertà come un’occasione per andare a comprare souvenir, fare shopping in generale… o andare ad un appuntamento con il proprio amante.

Al fine di non dare nell’occhio, in albergo erano stati preparati abiti semplici che vengono, di solito, indossati dalla gente comune. Per la mia uscita, optai per una gonna color mattone e camicia bianca, dopo aver legato i miei capelli in una lunga treccia, li coprii con una bandana.

Come da indicazioni, per non destare sospetti sulla mia natura di nobile, uscii dal retro dell’albergo e mi diressi verso la fontana che si trova al centro della piazza. Ehrendil non era ancora arrivato e nell’attesa mi sedetti sul suo bordo. L’acqua limpida rifletté la mia immagine e vedendomi in quegli abiti, riemersero i ricordi del tempo che ho passato a Fago. Mi vennero in mente le due beastman Yumi e Dia con la loro allegria, mi tornarono in mente i volti dei genitori della santa che mi hanno ospitato… mi tornò in mente il moonlight, con Lilith che accoglieva i clienti con un bellissimo sorriso e Graeval che si muoveva fluidamente preparando i piatti ordinati. Mi mancano quei giorni. Quando feci quel pensiero, mi venne istintivo sorridere.

“Oh salve~ Cosa ci fa qui sola soletta una bella ragazza come te?” mi domandò un elfo

“Sto aspettando il mio ragazzo.” affermai guardandolo con dispiacere “Ormai dovrebbe essere qui a momen-”

“Arryn!” mi chiamò Ehrendil mentre correva verso di me

“Oh! Eccolo qui!” affermai alzandomi e superando l’elfo che aveva palesemente intenzione di provarci con me “Buona giornata~”

Quando lo salutai, vidi che aveva un’espressione più dispiaciuta che sorpresa e posso giurare di averlo sentito perfino sospirare… di sollievo. Evidentemente aveva raccolto un bel po’ di coraggio per provare a parlare con me.

“Sei in ritardo.” affermai una volta vicina ad Ehrendil e sporgendomi verso di lui “Sai che non è carino far aspettare una ragazza?”

“P-perdonami. Mi hanno trattenuto.”

“Hmm~ capisco.” Beh, alla fine non ha importanza

“Comunque Arryn…” cominciò Ehrendil grattandosi la guancia e spostando lo sguardo leggermente di lato “Ti donano quei vestiti… sei molto carina.”

“Grazie…” risposi facendo un mezzo sorriso “anche tu non sei male.”

Ehrendil indossa delle brache marroni con una camicia di cotone beige e un giacchettino senza maniche verde scuro. Per nascondere la sua identità, si è messo degli occhiali senza lenti ed indossa un cappello.

“Allora…” cominciai prendendogli la mano “dove vuoi portarmi oggi per il nostro appuntamento?”

“O-oh… pensavo di cominciare con un giro tra le bancherelle.” affermò preso alla sprovvista dalla mia improvvisa azione, che gli tinse il volto di sorpresa

“Allora andiamo.”

Tirandolo, ci dirigemmo verso le bancherelle che stavano sui bordi della piazza.

*****

Manteneva le distanze.

Sin da quando mia madre mi ha fatto vedere… mi ha raccontato quello che Arryn stava passando all’accademia a causa di certe voci……… no… forse anche prima… il suo atteggiamento verso di me non era più lo stesso. Non mi cercava… non veniva a raccontarmi quello che gli capitava nella giornata… non eravamo mai da soli….. non mi chiamava più per nome. Mi trattava come un membro della famiglia reale e niente più.

Ma quando l’ho visto… quando ho visto quel suo bellissimo sorriso, che però non era per me, fu come se il mio cuore si fosse fermato… perché non è per me? Perché quello splendido sorriso non è per me? Perché non è più come una volta?

È colpa mia… e questo lo sapevo. Lo sapevo, eppure perché non ho fatto niente per cercare di riportare la nostra relazione a quella di un tempo? Perché continuo a permettere che Dessiele continui a interrompere i nostri momenti? Cosa sto facendo?

Sto provando… cercando di riportare il nostro rapporto a quello che era prima del suo rapimento. Ma il suo atteggiamento distaccato e formale nei miei confronti non si è scalfito nemmeno una volta. Perfino i suoi sorrisi… erano di cortesia.

Quest’oggi, avevamo l’occasione di stare insieme da soli. Qui ad Ila Serine, in questo pomeriggio, potevo provare a ricostruire il nostro rapporto. Ma quando la invitai per l’appuntamento, all’inizio sembra in procinto di rifiutare, poi lady Belmont mi è venuta incontro spingendo Arryn ad accettare il mio invito… di questo, gliene sono grato. Sebbene… quasi costretta ad accettare, mi rese comunque felice e mentre sceglievo gli abiti, il mio cuore batteva all’impazzata. In origine, doveva aspettarmi poco fuori dall’albergo, ma quando arrivai li al posto suo c’era un servitore che mi consegnò un suo messaggio.

“Mio signore, lady Lianelis l’aspetta di fronte alla fontana della piazza centrale.”

“Grazie.”

Uscii di corsa e mi diressi verso il luogo in cui aveva detto mi avrebbe aspettato. Quando la vidi in lontananza, non ho potuto staccare i miei occhi da lei. Era seduta sul bordo della fontana mentre guardava l’acqua che scorreva, con un sorriso nostalgico ma affettuoso. Di solito, gli abiti sfarzosi della nobiltà sono volti a dimostrare l’eleganza e la ricchezza della casata. Ma quegli abiti semplici e dai colori spenti, uniti ai capelli raccolti in una treccia e alla bandana blu scura che indossava, esaltavano i suoi tratti giovani e femminili… esaltava il suo essere un’allegra, fresca e giovane ragazza.

Quando vidi che uno dei popolani cercava di provarci con lei, mi attivai subito e la chiamai e vedendomi mi venne incontro

“Sei in ritardo.” mi rimproverò una volta vicina “Sai che non è carino far aspettare una ragazza?”

“P-perdonami. Mi hanno trattenuto.” mentii dal momento che aveva perso un sacco di tempo per decidere quali vestiti mettermi

“Hmm~ capisco.”

“Comunque Arryn…” cominciai grattandomi la guancia “Ti donano quei vestiti… sei molto carina.”

“Grazie…” rispose facendo un piccolo sorriso “anche tu non sei male.”

Non so perché, ma quel sorriso era stranamente affascinante. D’improvviso, mi prese la mano.

“Allora, dove vuoi portarmi oggi per il nostro appuntamento?”

“O-oh… pensavo di cominciare con un giro tra le bancherelle.”

“Allora andiamo.”

Con quell’affermazione, mi tirò verso le bancherelle che erano lì vicine. Non sapevo più cosa pensare… la mia mente si era svuotata. Rispetto all’Arryn che fino a poco fa era formale e distaccata, questa era completamente diversa. Era come se si fosse trasformata.

Curiosa, girò le bancarelle insieme a me, facendo domande e comprando alcune cose da portare a casa come souvenir.

Mentre ci spostavamo verso un’altra via, sentimmo della musica e incuriositi ci dirigemmo verso la sua origine, c’era un elfo che suonava una musichetta allegra con la lira mentre un cagnolino faceva delle semplici acrobazie, facendo sorridere ed esultare tutti i presenti. Anche Arryn applaudì quando la musica terminò e poi mise una moneta d’argento nel cappello del musicista.

Continuando il nostro giro, improvvisamente c’imbattemmo in un bambino che piangeva sul ciglio della strada

“Povero piccolo. Cos’è successo?” domandò Arryn

“*Sigh**Sob* Non trovo più la mia mamma*Sob*

“Ti va di cercarla insieme a noi?” gli propose porgendogli la mano

Il bambino accettò l’aiuto di Arryn e da lì cominciò la nostra ricerca della madre del bambino e durante il percorso, ci fermavamo ogni tanto per chiedere informazioni sulla madre o per acquistare uno spuntino per il piccolo. Ci sono stati anche momenti in cui lo portavo in spalla perché stanco di camminare e ogni tanto, potevo vedere le persone intorno a noi guardarci con espressioni dolci e divertite. Sembravamo una famiglia.

Alla fine, trovammo la madre che cercava disperata il figlio. Dopo averlo riabbracciato, per ringraziarci, ci invitò a visitare il negozio di abiti di cui è la proprietaria. Lì Arryn provò molti abiti che nonostante fossero tipici per la gente comune, le donavano una bellezza nuova e rinfrescante ogni volta che ne provava uno. In particolare rimasi ammaliato quando ne provò uno dai motivi floreali e i capelli erano stati sciolti e raccolti in una retina decorata con tanti gigli… sembrava una regina di fiori.

Alla fine non acquistò nessuno degli abiti che provò e invece acquistò alcuni accessori, come dei fermacapelli, collane o braccialetti. Tuttavia, notai che per una collana con sopra inscritta la parola “protezione”, aveva fatto un sorriso dolce mentre la sua espressione era preoccupata.

*****

“Ecco a te.” affermai porgendo ad Arryn un bicchiere con del succo

“Grazie.” rispose per bere un sorso “Haa~ ci voleva.” affermò estasiata

“In effetti, ha cominciato a fare caldo… ormai siamo verso gli inizi del sesto mese dell’anno” dissi sedendomi al suo fianco

“Hai ragione. Non vedo l’ora di ritirarmi nella casa di famiglia che si trova a sud.”

“Parli della villa che possedete ad Yllaluma?”

“Proprio quella. Dopotutto, ha un bel paesaggio, la spiaggia è bianca ed il mare è cristallino. Ma soprattutto, durante la stagione estiva, soffia sempre un piacevole venticello.”

“Ricordo…” affermai “ricordo anche che ti eri persa nel labirinto che si trovava nel giardino e ti ho trovata in lacrime una volta raggiunta.”

“Non ricordarmelo…”affermò arrossendo dall’imbarazzo

Da lì il passo fu breve e cominciammo a parlare e rievocare ricordi di un passato che mi sembrava tanto distante quanto recente.

Era così piacevole. Stavamo parlando come facevamo una volta ed eravamo solo noi due, senza che qualcuno potesse interromperci. E anche l’appuntamento di oggi non era da meno: abbiamo camminato fianco a fianco… ci siamo tenuti la mano… abbiamo riso… ci siamo emozionati… un classico appuntamento. Eppure, c’era qualcosa che non riuscivo a togliermi dalla testa… un solo pensiero mi assillava.

“Arryn…” la chiamai e lei si girò verso di me “cos’è andato storto tra di noi?”

Fino a poco fa… il suo volto era rilassato e sorridente. Ma immediatamente… il suo sorriso venne sostituito da un’espressione seria… e delusa. L’atmosfera allegra, si raggelò

“Davvero me lo stai chiedendo?” il suo tono di voce era freddo

“So che da quando sei tornata non ti ho dato le stesse attenzioni di prima di quello che ti è accaduto ma-”

“Pensa davvero che sia solo per quello, vostra altezza?”

“?!!!” rimasi di sasso “Per quale altra-?”

“Da quando sono tornata, non mi è mai venuto a trovare.” cominciò interrompendomi “Quando pensavo che avrei potuto rivederla ero al settimo cielo, ma non si è mai presentato. Mi sono convinta che non veniva perché magari voleva aspettare che mi riprendessi completamente… ma mi sbagliavo. Quando alla cena con vostro padre ha dimostrato tutta quella familiarità con lady Torkian nonostante la mia presenza, cosa crede abbia pensato?

Quando sono tornata in accademia, mi faceva un saluto ogni tanto e quando m’invitava a pranzo buona parte delle volte mi dava il ben servito all’ultimo minuto, solo per pranzare con lady Torkian. Ma la cosa peggiore, è che mi riferiva tale cambiamento di piani tramite lord Filverel. Mai una singola volta che me lo sia venuto a dire di persona.”

Le sue parole erano taglienti come il filo di una lama. Mi stava rinfacciando la mia insensibilità, il mio egoismo e la mia cecità. I suoi occhi severi… la sua espressione dura… sembrava quasi che da un momento all’altro avrebbe pianto.

“Quando le voci sul mio conto si sparsero lei non fece nulla per sminuirle, non si è mai messo dalla mia parte quando correggevo la maleducazione di lady Torkian. Il vostro atteggiamento, mi ha spinto a credere che non provasse più nulla per me. Mi sono continuamente fatta forza. Mi sono illusa che ancora provasse qualcosa per me.”

“Arryn, ma io-” cominciai prendendole la mano

“Mi ama ancora?” mi domandò guardandomi con un’espressione che cominciava a mostrare segni di rabbia “Come può affermarlo con una tale sicurezza? Anche fosse vero io non posso crederle… non dopo che sono venuta a sapere che è stata sua maestà la regina a farle rendere conto della mia situazione sociale.”

“?! Come-”

“Ha importanza?” m’interruppe nuovamente “Ha davvero importanza come abbia fatto a saperlo?!”

non sapevo come rispondere. O meglio, sapevo benissimo la risposta, ma non potevo far altro che starmene zitto. Non spostai lo sguardo neanche per un momento, facendomi carico di tutto il risentimento che gli occhi di Arryn mi stavano trasmettendo.

“Quando l’ho scoperto, ho provato pietà per me stessa.” affermò scrollandosi di dosso la mia mano “Se ne rende conto? Mi sono sentita una sciocca per ogni momento in cui ho creduto che in realtà le importasse di me. Mi sono sentita disgustata dal fatto che ancora provassi qualcosa per lei. Ora riesce a capire come mi sento? Riesce a capire come mai ho voluto allontanarmi da lei?”

Mi sentivo ferito. Il mio cuore batteva all’impazzata dalla rabbia che provavo verso di me. Le sue parole taglienti me le merito tutte. Come ho potuto pensare che non era cambiato niente? Come posso essere stato così……… insensibile? Mia madre aveva ragione…

“Arryn… io……… mi dispiace…”

““Mi dispiace”? È davvero tutto quello che ha da dire in sua difesa?!” Dopo quella domanda spostò lo sguardo e poi la sentii sospirare pesantemente “*Sigh* Se devo essere completamente sincera, anche io ho la mia dose di colpe.”

“Colpe? Quali colpe?”

Si alzò e dopo aver fatto qualche passo si girò verso di me. Nei suoi occhi, potei notare che alcune lacrime accumularsi. Era prossima al pianto eppure le stava trattenendo.

“L’ho usata… no, ho usato questi miei sentimenti che provavo ancora per lei solo per dimenticare. Per spingermi a fare la cosa giusta, ma dopo tutto questo, lei non ha fatto altro che spingermi verso qualcosa che non potrò mai raggiungere.”

Quando lo disse… all’inizio non capivo. Improvvisamente, mi tornò in mente la sua espressione felice dopo che quel cuoco le aveva pulito la guancia. Quel bellissimo sorriso che pensavo sarebbe stato solo mio. Quel sentimento spiacevole, mi tornò a far visita e in preda al momento, mi alzai di scatto e la presi per le spalle.

“Perché?!” domandai in preda al momento “Cos’ha lui che io non ho?! Come può un cuoco-”

“Allora lo ha scoperto…” quando lo disse una lacrima le stava già scorrendo lungo la guancia “Lui mi ha ascoltata, lui mi ha dato l’affetto di una famiglia, lui mi ha permesso di fare ciò che mi era stato proibito… mi ha insegnato cosa vuol dire vivere e cosa vuol dire amare sinceramente.”

Per quanto le lacrime scorressero lungo le sue guance, il suo sorriso era splendido… al punto che la tristezza in quelle gocce, poteva essere interpretata come gioia.

“Anche quando ci siamo riuniti in accademia, mi ha ascoltata ed è sempre stato presente quando volevo essere confortata, senza mai rifiutarmi indipendentemente dalla situazione.

Se non fosse stato sposato… se sua moglie non fosse incinta… se non amasse sua moglie così sinceramente da rifiutare altre corteggiatrici nonostante sia permessa la poligamia… non mi sarei fatta indietro un solo istante e avrei dato tutta me stessa affinché notasse il mio amore.” detto quello si mise a ride “Hahaha! Per darle un’ultima possibilità, mi sono comportata come quando ancora non era avvenuta quella tragedia. L’ho fatto, dando fondo all’ultimo briciolo di speranza che mi rimaneva. E quando sembrava che fosse ben spesa, mi fa quella domanda costringendomi a dirle tutto questo. Hahahaha. Che commedia è mai questa?!”

Sentii la disperazione assalirmi. Mi sentii come se tutte persone che erano presenti in quel parco mi guardassero con disgusto e delusione. La forza nelle mie mani venne meno. Sentendo la mia presa allentarsi, Arryn si liberò dalla mia presa e col volto ancora rigato affermò

“Forse sono davvero maledetta… il mio primo amore è solo un’insensibile che non si rende conto dei sentimenti altrui… mentre il mio secondo amore non si potrà mai avverare.”

Sembrò stesse per andarsene, quando si girò e con occhi ancora tinti di delusione e rossi per le lacrime che le scorrevano, fece uno splendido inchino

“La ringrazio per l’appuntamento vostra altezza. L’ho trovato molto piacevole e sarò felice di poter uscire nuovamente con lei.”

Detto quello, se ne andò senza mai girarsi e pian piano vidi il suo passo accelerare fino a quando non scomparve tra la folla.

Con quell’affermazione, unito a tutto quello che ha detto prima, affermava che avrebbe continuato ad interpretare il suo ruolo di fiancé, ma che niente avrebbe potuto riportare la nostra relazione a quella di un tempo. Non voglio. Non volevo niente di tutto questo! Volevo… volevo…

Con i miei occhi che improvvisamente cominciarono ad offuscarsi, anche il mio pensiero s’interruppe bruscamente. Non potevo accampare scuse.. perché non ne avevo. Sto subendo… le conseguenze delle mie azioni.