“Mi sono proprio divertita~” affermai mentre rientravo nell’albergo

“Ugh… almeno tu ti sei è divertita.”

“Perché? Non è così anche per te Ishgat?”

“……Quando sarai te a portare tutta questa roba, vediamo se avrai il coraggio di fare di nuovo quell’affermazione.”

…Forse ho un po’ esagerato. Rivolgendomi verso Ishgat, notai che aveva almeno tre borse per braccio e teneva una pila di quattro pacchi che nascondevano il suo volto. Aggiunto alla sua bassa statura, qualcuno potrebbe affermare che stesse per venir schiacciata dal peso dei vari pacchi.

“Chiedo scusa.”

“Le accetto se ti prendi almeno un paio di borse.” affermò porgendomene un paio mentre con l’altra mano teneva i pacchi “E cerchiamo di trovare un altro modo per distrarti.”

Feci un sorriso ironico quando lo disse. Dopotutto, non ho ancora avuto notizie su Graeval e sono molto preoccupata. So che non dovrei sapendo quanto sia potente, ma mi si stringe il cuore al pensiero che sia rimasto ferito o peggio.

La lezione di questa mattina e lo shopping che ho fatto questo pomeriggio li ho usati per distogliere i miei pensieri dalla fonte della mia preoccupazione, ma con scarsi risultati. Durante la mattina, Arryn mi dava qualche colpetto mentre questo pomeriggio Ishgat mi richiamava perché sovrappensiero.

A proposito di Arryn… chissà com’è andato il suo appuntamento~?

*Sigh!**Sob!*”

Quando aprii la porta della nostra camera, la prima cosa che sentii fu una ragazza singhiozzare e piangere. La riconobbi subito… e mi venne immediatamente voglia di prendermi a pugni per il pensiero che ho fatto giusto pochi attimi fa.

Appoggiando le borse e, seguita da Ishgat, mi spostai nella stanza di fianco e vidi Arryn seduta sul letto mentre stringeva a sé il cuscino, col volto che affondava in esso.

“Arryn!” la chiamai preoccupata e portandomi al suo fianco “Cos’è successo?!”

Lei alzò lo sguardo verso di me. I suoi occhi azzurri erano arrossati e il volto era rigato dalle lacrime che continuavano a scendere lungo le sue guance.

“*Sniff* Bassilla… *Sob* Non è successo-”

Nonostante cercasse di fare la persona forte, non smetteva di piangere e istintivamente la strinsi a me

“Non c’è modo che non sia successo niente se lo dici con un’espressione simile.” affermai stringendo ancor più la presa “Non tenerti tutto dentro.”

Non appena terminai quell’affermazione, Arryn pianse come una bambina. Pianse sulla mia spalla e io la lasciai fare, mentre Ishgat andò nell’altra stanza per prendere dei fazzoletti.

Pianse per qualche minuto prima di calmarsi e raccontarmi quello che era successo. Quando terminò di raccontarmi, dalle mie labbra uscirono tre parole.

“QUEL BASTARDO INSENSIBILE!!!” esclamai ad alta voce

“Abbassa la voce giovanotta. Potrebbero sentirti!” mi richiamò Ishgat.

“Che mi sentano pure! Dopo quello che quell’infame ha fatto ad Arryn è il minimo!!” scattai in piedi.

“Anzi, vado subito a parlare a quattr’occhi con lui!!!”

“Calmati.” affermò Ishgat costringendomi a sedermi nuovamente “Farlo potrebbe causare problemi sia a te che alle relazioni tra le nazioni. Ti sei dimenticata quello che ti hanno insegnato?”

“Tch!” schioccai la lingua

Purtroppo ha ragione. Anche se in quanto ragazza un comportamento simile non lo posso accettare, in quanto principessa di Thirus non posso permettermi di farmi controllare dai miei sentimenti e andare a rimproverare il principe di una nazione alleata per una cosa simile. Non solo potrebbe avere effetti negativi sulla relazione che si è formata tra i due regni, ma potrebbe anche intaccare il buon nome del principe dando il via a delle voci. Se proprio devo rimproverarlo, devo farlo in un posto privato, ma non è così facile visto che ci troviamo all’esterno dell’accademia e invitare un ragazzo in camera propria potrebbe dare il via a spiacevoli malelingue.

“Ishgat ha ragione *sniff*. Potrebbero crearsi degli inconvenienti spiacevoli.” affermò Arryn “Ma ti sono grata, per esserti arrabbiata per me.”

“…Perdonami.” dissi dispiaciuta “Se ti avessi lasciata rifiutare la sua proposta, ora-”

“Ora forse non piangerei. Ma allo stesso tempo… non sarei riuscita a chiarire quello che provo veramente.”

Si rivolse verso di me con un bellissimo sorriso “Ti sono grata.”

Arryn… sei una ragazza forte. Pensai ammirando la sua forza di spirito.

*****

Si dice che non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina. La Lifless Vault è uno di quegli edifici a cui calza a pennello tale espressione. Se vista solo dall’esterno, si direbbe avere un’architettura semplice e piuttosto rozza, vista la sua forma di piramide a gradoni, ma quando si entra dentro la tomba, l’impressione che si ha è completamente diversa. Appena entrati, la sala d’ingresso è composta da architetture arrotondate ed aggraziate, con colonne tonde alte e incredibilmente raffinate a causa dei numerosi altorilievi ove in particolare domina la rosa di Aphy. Le pareti affrescate sono illuminate da torce magiche che permettono di poter ammirare le varie scene rappresentate, in particolare quella che sembra il rito di sepoltura tenuto per l’ospite di questa tomba.

“Sebbene magnifici, in alcuni punti gli affreschi ancora risentono delle deturpazioni causate dai precedenti occupanti della tomba” spiegava la guida “Ma nonostante questo, si riescono ad ottenere ancora molte informazioni nei punti non vandalizzati.”

La guida assunta dall’accademia è natia di questa cittadina e sembra che abbia esplorato la tomba fin dalla giovane età, partecipando anche a varie spedizioni. Non sarebbe un’esagerazione affermare che conosca la tomba come le sue tasche. Tra tutti gli esperti sulla Lifless Vault, lui è considerato la massima autorità.

L’intera scolaresca, o almeno buona parte, ascoltava con attenzione quello che diceva e ogni tanto poneva delle domande, mentre altri si guardavano intorno o chiacchieravano sottovoce, con qualcuno che finiva col farsi beccare dai professori e portati in un posto appartato per beccarsi la ramanzina.

Nonostante ascoltassi diligentemente, sentivo sempre su di me uno sguardo. L’unica volta che mi girai per capire se era vero o me lo stavo immaginando, notai che altri non era che sua altezza.

Mi guardava con occhi tristi e dispiaciuti. Distolsi subito lo sguardo.

“Non ti scolla gli occhi di dosso.” affermò Ishgat grattandosi la nuca.

Sospirai soltanto.

Non sapevo cosa dire, ma era una cosa che alla fine sarebbe successa, visto come si è evoluto l’appuntamento di ieri. L’atmosfera tra di noi è diventata molto strana… ci salutiamo normalmente, ma finisce lì. Né io né lui abbiamo proferito parola e stiamo tenendo le distanze.

Mentre io restavo insieme a Bassilla ed Ishgat, con la coda dell’occhio potevo notare come Dessielle gli stava vicino, cercando d’incoraggiarlo poiché preoccupata per lui.

Ben presto, arrivammo al terzo piano della tomba che è quello più recentemente scoperto ed esplorato.

Rispetto al primo piano i cui affreschi rappresentano e documentano principalmente i riti di sepoltura, il secondo piano rappresenta quella che sembrano scene di vita quotidiana della o del defunto in quanto sono rappresentati molti bambini.

“Il terzo piano è quello più recentemente scoperto ed esplorato. A quanto pare, ce ne sono altri, ma non sono sicuri e quindi stiamo aspettando che gli esploratori liberino i piani successivi da trappole o trovino possibili debolezze strutturali, così da poterle successivamente riparare. Comunque, siamo molto ottimisti a riguardo.”

“Grazie mille per la sua guida signor Kelvhan.” lo ringraziò uno dei professori per poi rivolgersi a noi.

“Ora formeremo dei gruppi e ognuno di questi dovrà scegliere uno degli affreschi di questo piano e scrivere una relazione in cui esporrete cosa possa rappresentare ed estrarre quante più informazioni possibili sui personaggi che vi sono rappresentati, come ceto sociale, ruolo, eccetera.”

Quando diede quel compito, la maggior parte degli studenti si lamentò leggermente, ma le lamentele non vennero ascoltate.

“I gruppi sono stati decisi usando un’estrazione casuale, quindi se avete di che lamentarvi, lamentatevi con la vostra fortuna.”

Mi venne da sorridere quando fece quell’affermazione. Se mi lamentassi ogni volta che la fortuna mi ha voltato le spalle

Alla fine, il mio gruppo era composto da Bassilla, Ishgat, altre due ragazze e… Dessielle. Davvero non me l’aspettavo. Ad ogni modo, dopo una breve presentazione tra di noi, girammo per la stanza per scegliere l’affresco su cui faremo la relazione.

Huh? Ah, in effetti non ve ne ho ancora parlato. Il terzo piano della tomba in cui ci troviamo, è più ampio rispetto ai precedenti e sono presenti anche molte sculture oltre agli affreschi, che sono incorniciati con vari altorilievi con sopra ad ognuno di essi un festone. Gli affreschi rappresentano principalmente scene in cui sono presenti dei giovani che sembrerebbero avere la nostra età.

Dopo aver girato, alla fine optammo per un affresco che sembrerebbe rappresentare una dichiarazione o un voto tra un ragazzo ed una ragazza, mentre sono circondati da varie persone.

“Chissà perché questa aureola ricorre sempre sopra la testa della ragazza.”

“Ora che lo fai notare, è curiosa come cosa.”

“Che abbia un qualche significato dal punto di vista religioso?”

Sin da quando l’abbiamo scelta, abbiamo cominciato ad analizzarla facendo quante più supposizioni e teorie possibili. Dato che questi affreschi raccontano una storia, essa viene narrata attraverso simbologie così che gli illetterati possano comprenderli… almeno, parlando delle persone di almeno un millennio fa. Sebbene la mia razza sia longeva, 9 secoli sono troppi anche per noi.

“Lady Lianelis.” mi chiamò Dessielle “Posso parlarle in privato?”

Questa sì che è una novità… “Certo”

Alla mi affermazione positiva, ci spostammo in un angolo della stanza poco distante, dove orecchie indiscrete non avrebbero potuto sentirci. L’espressione di Dessielle era… preoccupata “Di cosa voleva parlarmi?”

“È successo qualcosa tra lei ed Ehrendil?”

La domanda mi lasciò spiazzata. Non tanto perché mi aspettavo questa domanda… anzi, in un certo senso mi aspettavo che una simile domanda mi sarebbe stata posta dalle persone che mi circondano, ma non avrei mai creduto che lei sarebbe stata la prima a farlo.

“Perché lo chiede?”

“Ecco…” cominciò grattandosi la guancia “sin da questa mattina- no, già da ieri sera, Ehrendil sembra abbattuto… triste. Fino a poco tempo fa era molto più allegro.”

“*Sigh*” sospirai “Lo ha chiesto a sua altezza prima di me?”

“Sinceramente, sì. Ma ha detto che non era successo niente…” affermò prendendosi la guancia accentuando la sua preoccupazione “ma i suoi occhi dicono il contrario.”

“Capisco… le sono grata per preoccuparsi per lui tuttavia, non è suo compito immischiarsi nella vita privata di altri. Se desidera sapere cos’è successo, di certo non sarò io a dirglielo, lady Torkian.”

L’espressione preoccupata di Dessielle mutò in sorpresa e confusione. Avrebbe dovuto aspettarsi una risposta del genere da parte mia, ma a quanto pare credeva che le avrei raccontato tutto…. La sua ingenuità non smette mai di sorprendere. Lo scambio è stato breve. Anche avesse voluto aggiungere qualcos’altro, per me la discussione era conclusa.

Tornate al nostro gruppo, riprendemmo a svolgere il compito affidatoci dai professori ma all’improvviso, la stanza cominciò a tremare. All’inizio impercettibilmente, la stanza cominciò a vibrare sempre di più

“Un terremoto?!”

“A TUTTI GLI ALUNNI!!!” chiamò uno degli insegnanti “DIRIGETEVI IMMEDIATAMENTE VERSO L’USCITA.”

Quel terremoto si fece sempre più forte e lo potemmo percepire soprattutto quando cominciammo a dirigerci verso l’uscita come indicato, quando d’improvviso si cominciarono a sentire dei suoni ove i muri sembrava stessero cedendo.

*CRICK**CRACK*

“Uh?!”

Sentii il pavimento sotto i miei piedi scomparire. Quelli che sembravano pochi secondi divennero una vita. Mentre cadevo, vidi le espressioni sorprese del mio gruppo e quando sembrava che sarei caduta definitivamente, la mia mano venne afferrata con fermezza.

“Bassilla?!” la chiamai notando che era la sua mano ad avermi afferrata “Lady Lianelis!” chiamò Dessielle “Afferri la mia mano!”

“Sceme! È troppo pericoloso-!!!” affermò Ishgat mentre si avvicinava di fretta alle due. D’improvviso, la caduta che si era fermata un momento fa, riprese e notai che oltre a me, anche Bassilla e Dessielle stavano cadendo assieme a me.

“DANNAZIONE!” maledì Ishgat.

Ishgat si lanciò verso di noi e quando ci raggiunse, spalancò le sue ali carnose per rallentare la caduta e cominciò a sbatterle per cercare di riprendere quota

“ISHGAT! ATTENTA!!”

Quando Bassilla urlò quell’avvertimento, notai che c’erano dei massi di notevoli dimensioni che stavano cadendo su di noi.

Nonostante la sorpresa, Ishgat usò le sue ali e tutta la sua abilità per schivare le pietre, riuscendoci, ma rinunciando all’idea di riprendere quota.

Sebbene lentamente, cademmo nell’oscurità, mentre la poca luce delle fiaccole sopra di noi scemava sempre di più, coperta dalle macerie che iniziavano a chiudere la voragine che si era creata sotto i nostri piedi.

“*Huff* *Huff*.” inspirò affannosamente Ishgat “La prossima volta, mi asterrò dall’entrare in delle rovine.” affermò sicura

“Ti senti bene Ishgat?” chiese Bassilla

“Stavo meglio 5 minuti fa.” affermò sarcasticamente “Credevo che questa tomba fosse sicura.”

“Evidentemente no.” affermai guardando dietro di me.

Una montagna di roccia, massi e mattoni bloccava la nostra ‘entrata’ in questo posto. Quell’improvviso terremoto e crollo mi hanno fatto prendere un colpo, ma quello che mi ha spaventata e allo stesso tempo rassicurata, è stato quando ho visto Bassilla afferrarmi la mano poco prima che cominciassi ad andare in caduta libera per la voragine creatasi nel pavimento.

“So che avevi le migliori intenzioni, ma ti prego di evitare altre azioni sconsiderate come quella di prima.” affermò Ishgat.

“Mi stai dicendo che dovevo abbandonare Arryn?!”

“Renditi conto che, in quanto tua guardia del corpo, la mia priorità sei tu nelle situazioni pericolose come quelle di un momento fa. Se ti capitasse qualcosa, rischierei ben più di una semplice ramanzina.”

“Ugh!”

“Ora, non sappiamo di quanto siamo scesi e la luce non è proprio abbondante.” affermò facendo il punto della situazione mentre ci osservava “Per prima cosa, procuriamoci qualcosa che possa fungere da torcia e poi pensiamo a tornare in superficie.”